LA SHARING ECONOMY IN ITALIA

In Italia, al momento, esistono più di 200 piattaforme o app che offrono servizi peer-to-peer in diversi settori.

Il 41% di un campione rappresentativo di un milione di intervistati ha ammesso che “risparmiare soldi” è l’aspetto più influente che li ha spinti ad acquistare i servizi offerti da queste compagnie in Italia.

Sharing economy in Italia

FLUSSI FINANZIARI DELLA SHARING ECONOMY IN ITALIA

I dati utilizzati per la redazione di questo saggio sui flussi finanziari delle compagnie di sharing economy in Italia appaiono eterogenei. Ciò è dovuto un’estrema varietà di modelli di business e di offerte commerciali delle aziende operanti in questo mercato.

Secondo Altroconsumo, il 62 % degli italiani hanno usufruito o comprato un servizio della collaborative economy almeno una volta nella vita. Altri report mostrano che entro il 2030 il mercato della sharing economy in Italia genererà dai 15 a 20 miliardi di euro. Questo è un dato molto importante se pensiamo che nel 2013 solo il 13% degli italiani utilizzava questo tipo di servizi

Secondo uno studio condotto dal Sole 24 Ore, analizzando la distribuzione geografica della domanda, si può notare che c’è una distribuzione omogenea nel territorio italiano: 31% nel Nord Ovest, Sud e Isole 25%, Centro 22%, Nord Est 21%.

Un’altra ricerca condotta dalla Niccolò Cusano University of Rome, come riportato nell’articolo “Sharing economy, l’infografica, ha identificato i settori più profittevoli nel contesto della sharing economy in Italia: Home Sharing (9%), Car Pooling (9%), Bike e Car Sharing (9%), servizi culturali (9 %) e social eating (6%).

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