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blog / 01.06.2017

Confusi e felici- questo il motto del Mi Ami Festival, slogan molto pertinente a posteriori, e quindi arma a doppio taglio, finita nelle mani sbagliate. Ok la spensieratezza, vada bene anche la confusione, ma sono diverse le lacune organizzative che abbiamo avuto modo di riscontrare in questa 3 giorni di Mi Ami. Prima di iniziare il nostro racconto, un doveroso saluto va a Extra Music Magazine e a Fabrizio Biffi che mi hanno permesso di partecipare a questo festival in veste di reporter, e al team di Mercuryo composto da i fedelissimi Simone Sberna e Luca Lombardo. IL RACCONTO DEL MI AMI FESTIVAL Iniziamo dagli aspetti positivi di questo Mi Ami 2017. Prima però, facciamo il punto sulla line up dell'evento: 50 artisti (forse anche di più), 50 live e un' offerta di generi musicali più che completa, rock, indie, musica d'autore, rap, trap e vari dj set. La quantità c'è stata, la qualità anche ma a sprazzi. Vediamo insieme i performer che ci hanno colpito di più. I MIGLIORI PERFORMER DEL MI AMI FESTIVAL Per scoprire i migliori performer del Mi Ami festival clicca qua....

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